Il POS virtuale è il servizio con cui il tuo negozio online accetta pagamenti con carta, PayPal, Apple Pay, Google Pay, Satispay o addebito SEPA direttamente nel checkout. Il cliente paga sul sito, il fornitore del servizio (gateway di pagamento) incassa il denaro da banca o circuito e te lo versa al netto della commissione. In Italia lo offrono le banche, spesso tramite Nexi, e operatori come PayPal, Stripe o Mollie.
Raramente un negozio sbaglia fornitore, più spesso sbaglia il conto. Confronta solo la percentuale e trascura la commissione fissa per transazione, che sugli scontrini piccoli pesa più della differenza tra le percentuali. Qui sotto: come si svolge un pagamento, le commissioni pubblicate da PayPal, Stripe e Mollie, due modelli tariffari sugli stessi numeri, pagamento online contro contrassegno e cosa controlla il fornitore prima di attivarti.
Quando un negozio cerca un POS virtuale
Di solito il negozio vende già con bonifico e contrassegno, oppure sta partendo e vuole che i clienti paghino subito nel checkout, con carta, PayPal o Satispay. Cerca «pos virtuale», «gateway di pagamento» e «commissioni Stripe», e trova classifiche in cui ogni fornitore ha un modello diverso: percentuale più centesimi, solo percentuale, canone mensile, condizioni su misura.
«Qual è il più economico» è la domanda sbagliata. Quella giusta: quanto ti costa un mese di incassi in ciascun modello, con il tuo scontrino medio e il tuo mix di metodi di pagamento? È un calcolo di pochi minuti: l'esempio qui sotto mostra come farlo.
Cos'è un POS virtuale e chi partecipa a un pagamento
Il POS virtuale mette a disposizione la pagina o il modulo di pagamento nel checkout e, dietro, tutto il servizio: collegamento a banche e circuiti, contabilizzazione e accredito al negozio. Tra il cliente e il tuo conto ci sono più soggetti:
| Soggetto | Chi è | Che cosa fa |
|---|---|---|
| Negozio (esercente) | Tu | Riceve l'ordine e incassa il denaro |
| Fornitore del POS virtuale (gateway) | Banca, Nexi, PayPal, Stripe, Mollie e altri operatori autorizzati | Fornisce il checkout, raccoglie i pagamenti dei clienti e li versa al negozio |
| Banca del cliente | La banca che ha emesso la carta o tiene il conto del cliente | Verifica la disponibilità e che a pagare sia il titolare, poi addebita l'importo |
| Circuito carte | Visa, Mastercard | Instrada le richieste tra il gateway e la banca del cliente secondo le proprie regole |
| Acquirer | Banca o società autorizzata ad accettare pagamenti con carta | Regola i pagamenti con carta; il gateway spesso è anche acquirer o lavora con uno |

Esempio: un cliente paga 100 € con una carta standard emessa nello Spazio economico europeo (SEE). Con la tariffa 1,5% + 0,25 €, quella standard di Stripe per l'Italia, la commissione è 1,75 € e il negozio riceve 98,25 €. Nell'estratto conto non vedi i singoli ordini, ma l'accredito del fornitore: la somma dei pagamenti di un periodo, già al netto delle commissioni.
Checkout, link di pagamento e POS fisico
I modi di accettare pagamenti si distinguono per il luogo in cui paga il cliente. A un negozio online serve prima di tutto il checkout; il POS fisico si aggiunge se hai un punto di ritiro o un negozio, il link di pagamento se ricevi ordini in chat o al telefono.
| Modalità | Dove paga il cliente | Che cosa serve al negozio |
|---|---|---|
| Pagamento nel checkout | Sul sito, dopo l'ordine | Contratto con il fornitore e un plugin per la piattaforma del negozio |
| Link di pagamento | In un messaggio in chat o in un'e-mail | Un account presso il fornitore; il link lo crei nel suo pannello |
| POS fisico | Alla cassa, con carta o smartphone | Terminale e contratto per i pagamenti in presenza |
Come si svolge un pagamento nel negozio online
Un pagamento ha cinque passaggi, e il negozio non vede né i dati della carta né le credenziali bancarie:
- Il cliente ordina e sceglie un metodo di pagamento.
- Il negozio passa l'ordine al gateway: importo, numero d'ordine, descrizione. Il cliente paga con carta, PayPal, Apple Pay, Satispay o addebito diretto.
- Il pagamento viene confermato: accesso a PayPal, per le carte di solito una conferma aggiuntiva nell'app della banca (3-D Secure), per Satispay una conferma nell'app.
- Il gateway comunica l'esito. Il cliente torna al negozio, e una notifica dal server imposta l'ordine su «pagato» o «pagamento non riuscito».
- Il denaro arriva sul tuo conto al netto della commissione, alla data di accredito prevista dal contratto.
Oltre al pagamento normale ci sono altre due operazioni. Rimborso: tutto l'importo o una parte torna al cliente con lo stesso metodo di pagamento. Chargeback: il cliente contesta un pagamento con carta presso la sua banca e il denaro può esserti riaddebitato; conserva la prova di consegna e la corrispondenza sugli ordini contestati. Con l'addebito diretto SEPA il cliente può chiedere il rimborso di un addebito autorizzato entro otto settimane.
Quanto costa un POS virtuale: com'è fatta la commissione
La commissione è una percentuale su ogni pagamento, spesso più un importo fisso per transazione, presso alcuni fornitori e tariffe anche un canone mensile. Confronta il costo pieno di un mese, non solo la percentuale:
Costo mensile = incasso online × percentuale + numero di pagamenti × commissione fissa + canone mensile.
Commissioni pubblicate da tre fornitori per l'Italia, verificate il 01.11.2026 (tariffe standard; con volumi alti i fornitori offrono condizioni personalizzate):
| Fornitore | Carte e wallet | PayPal, Klarna, Satispay | Addebito SEPA, canone |
|---|---|---|---|
| PayPal (transazioni nazionali) | — | Transazioni commerciali con PayPal 3,40% + 0,35 € | — |
| Stripe (tariffa standard) | Carte standard SEE 1,5% + 0,25 €; carte premium SEE 2,8% + 0,25 €; carte internazionali 3,15% + 0,25 € | Klarna da 4,99% + 0,40 € | Addebito diretto SEPA 0,35 €; nessun canone mensile |
| Mollie | Carte di credito consumer SEE 1,80% + 0,25 €; Apple Pay secondo la carta usata | PayPal: commissioni PayPal + 0,10 €; Klarna 4,99% + 0,40 €; Satispay 1,50% + 0,25 € | Addebito diretto SEPA 0,35 €; bonifico SEPA 0,25 € |
Prima di firmare leggi le condizioni della tariffa: carte premium e aziendali, carte emesse fuori dal SEE e conversione di valuta costano spesso di più.
Esempio di calcolo con tariffe ipotetiche, non è l'offerta di un fornitore reale. Un negozio ha in un mese 300 pagamenti con carta da 40 €, cioè 12.000 € di incasso online. Modello A: 1,9% senza commissione fissa. Modello B: 1,5% + 0,25 €.
| Modello | Calcolo | Al mese, € |
|---|---|---|
| A: 1,9% | 12.000 × 1,9% | 228 |
| B: 1,5% + 0,25 € | 12.000 × 1,5% + 300 × 0,25 | 255 |

Qui la percentuale più bassa perde, perché con uno scontrino di 40 € la commissione fissa pesa molto. Con 300 pagamenti da 100 € il quadro si ribalta: A costa 570 €, B 525 €. Il punto di pareggio è a un pagamento medio di 62,50 € (0,25 € ÷ 0,4 punti percentuali di differenza): sopra conviene B, sotto A. Se vendi in modo stagionale, calcola separatamente il mese di punta e quello tranquillo.
Controlla anche quello che la tariffa principale non dice:
- Rimborsi e chargeback: se la commissione ti viene restituita in caso di rimborso e quanto costa un chargeback; con molti resi è una voce di costo reale.
- Accrediti: ogni quanto e in quanto tempo il denaro arriva sul tuo conto.
- Mix di pagamenti: nelle tabelle qui sopra PayPal e Klarna costano molto più di una carta SEE o di un addebito SEPA; fai il conto con la tua distribuzione reale.
Quanto la commissione erode il margine lo vedi con il calcolatore del margine di profitto; quante vendite ti servono per coprire tutti i costi lo spiega l'articolo sul punto di pareggio.
Cosa conviene: pagamento online o contrassegno
In Italia molti clienti scelgono ancora il contrassegno: pagano al corriere alla consegna. Il negozio non paga la commissione del POS virtuale, ma il corriere di solito applica un supplemento per il contrassegno, e un pacco rifiutato torna indietro a tue spese. Il pagamento online conviene quando i rifiuti costano più delle commissioni:
Il pagamento online conviene se tasso di rifiuto × costo di un pacco rifiutato > commissione per ordine.
Esempio di calcolo con valori ipotetici. Ordine da 40 €, commissione carta 1,5% + 0,25 € = 0,85 €. Un pacco rifiutato costa 14 € tra spedizione di andata e ritorno. Su 10 ordini: online 8,50 € di commissioni; in contrassegno, con 2 rifiuti, 28 €. Il supplemento del corriere e il tempo del magazzino per il reso non li contiamo.

Il pareggio è a 0,85 ÷ 14 ≈ 6%, cioè circa un rifiuto ogni 16 ordini. Se i rifiuti sono di più, il pagamento online costa meno. Per questo molti negozi non eliminano il contrassegno, ma lo affiancano a carta, PayPal e Satispay, e propongono il pagamento online già nel checkout.
Metodi di pagamento in un e-commerce italiano
La maggior parte dei negozi combina più metodi, perché i clienti pagano in modi diversi. Un fornitore di solito porta diversi metodi in un unico contratto:
| Metodo | Come funziona | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Carta, Apple Pay, Google Pay | Pagamento con carta nel checkout o con il wallet dello smartphone | Chargeback e maggiorazioni per carte premium ed extra SEE |
| PayPal | Il cliente accede a PayPal e conferma il pagamento | Commissione più alta delle carte SEE; casi di protezione acquirenti |
| Satispay | Il cliente conferma il pagamento nell'app collegata al suo conto | Disponibile tramite Satispay o tramite gateway che lo integrano |
| Pagamento a rate (Klarna, Scalapay, PayPal) | Il cliente paga in più rate, il negozio riceve l'importo dal fornitore | Commissione più alta; nella tabella sopra Klarna parte da 4,99% + 0,40 € |
| Bonifico | Il cliente versa sul tuo conto con i dati dell'ordine | Abbinare i pagamenti agli ordini; frequente nel B2B |
| Contrassegno | Il cliente paga al corriere alla consegna | Supplemento del corriere e pacchi rifiutati |
Come attivare un POS virtuale nel negozio
Per incassare online ti servono un'attività registrata con conto corrente e un sito che il fornitore possa verificare. I fornitori di solito controllano cinque cose:

- Partita IVA e conto: ditta individuale o società, documento del titolare, conto per gli accrediti; ciò che vendi deve corrispondere all'attività dichiarata.
- Sito in HTTPS: con catalogo, prezzi e carrello.
- Dati aziendali e condizioni: chi vende online deve rendere accessibili in modo diretto e permanente ragione sociale, sede, contatti, numero REA e partita IVA (art. 7 D.Lgs. 70/2003); in più le tue condizioni di vendita.
- Spedizioni e recesso: informazioni su costi e tempi di consegna; il consumatore ha 14 giorni per recedere da un contratto a distanza (art. 52 del Codice del consumo), e lo informi prima dell'acquisto.
- Informativa privacy: chi tratta quali dati, compreso il fornitore dei pagamenti.
Poi la sequenza è semplice: registrazione presso il fornitore, verifica dell'azienda e del sito, contratto, chiavi API o plugin per la piattaforma, pagamenti di prova, modalità live. Alcuni settori i fornitori li accettano solo dopo verifiche aggiuntive o non li accettano: guarda l'elenco delle attività escluse prima di iniziare l'integrazione.
Sicurezza dei pagamenti: 3-D Secure, SCA e PCI DSS
3-D Secure è un protocollo per la conferma aggiuntiva dei pagamenti con carta su internet: la banca del cliente chiede un'approvazione nell'app o con un codice, oppure lascia passare il pagamento se il rischio è basso. Le specifiche le cura EMVCo. La direttiva sui servizi di pagamento PSD2 richiede per la maggior parte dei pagamenti elettronici l'autenticazione forte del cliente (SCA); per le carte la realizza 3-D Secure, per PayPal e Satispay l'accesso con conferma nell'app.
PCI DSS è lo standard di sicurezza per i dati delle carte del PCI Security Standards Council; vale per chiunque memorizzi, elabori o trasmetta dati di carte. La strada più semplice per un negozio: non toccare mai questi dati. Il cliente inserisce la carta presso il gateway, il negozio riceve solo l'esito. Non chiedere mai numero di carta e codice di sicurezza in chat, al telefono o nelle note dell'ordine.
Come scegliere un POS virtuale: cosa controllare
- Plugin per la tua piattaforma: WooCommerce, PrestaShop, Shopify, OpenCart o un negozio su misura, e chi lo aggiorna.
- Costo pieno: con la formula qui sopra, il tuo incasso, il tuo scontrino e il tuo mix di pagamenti, rimborsi e chargeback compresi.
- Metodi di pagamento: carte con Apple Pay e Google Pay, PayPal, Satispay, pagamento a rate, addebito SEPA, link di pagamento per gli ordini in chat.
- Rimborsi parziali: dal pannello, senza chiedere all'assistenza.
- Stato del pagamento: arriva da solo nel negozio, senza confrontare a mano gli estratti conto.
Quando i pagamenti sono tanti: lo stato del pagamento nell'ordine
Quando gli ordini arrivano insieme dal sito, dalla chat e dal telefono, la domanda «chi ha pagato» diventa un lavoro a sé. In Elbuz metodo e stato del pagamento sono nell'ordine stesso: gli ordini con scadenza di pagamento superata sono evidenziati nell'elenco, l'importo ancora dovuto dal cliente è nell'ordine e nella scheda cliente, e i pagamenti della banca li importi dall'estratto conto. Dall'ordine Elbuz prepara anche la fattura elettronica FatturaPA e la invia allo SdI tramite la tua casella PEC. Come funziona lo mostra la pagina Gestione ordini in Elbuz.
Elbuz non sostituisce il contratto con un fornitore di pagamenti: il checkout lo attivi con la tua banca, con PayPal, Stripe o Mollie, Elbuz gestisce gli ordini e i loro pagamenti. Nel negozio online Elbuz CMS il checkout offre già PayPal, con pagamento a rate PayPal, Apple Pay e Google Pay, oltre a contrassegno e bonifico.
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Domande frequenti
Cos'è il POS virtuale?
È il servizio con cui un negozio online accetta pagamenti con carta, PayPal, Satispay o addebito SEPA nel checkout. Gestisce il pagamento con banca e circuito e versa il denaro al negozio al netto della commissione.
Che differenza c'è tra POS virtuale e gateway di pagamento?
Nella pratica indicano lo stesso servizio. «Gateway di pagamento» è la parte tecnica che collega il checkout a banche e circuiti; «POS virtuale» è il nome che di solito usano le banche per il contratto di incasso online.
Quanto costa un POS virtuale?
Nelle tariffe standard pubblicate da PayPal, Stripe e Mollie (01.11.2026) si va da 1,5% + 0,25 € per le carte standard SEE a 3,40% + 0,35 € per i pagamenti con PayPal, addebito SEPA 0,35 € a pagamento, senza canone mensile in Stripe. Calcola il costo pieno del mese con i tuoi numeri: formula ed esempio sono qui sopra.
Quali sono le commissioni di Stripe in Italia?
Nella tariffa standard (01.11.2026): carte standard SEE 1,5% + 0,25 €, carte premium SEE 2,8% + 0,25 €, carte internazionali 3,15% + 0,25 €, addebito diretto SEPA 0,35 €, nessun canone mensile.
Che differenza c'è tra POS virtuale e POS fisico?
Il POS virtuale accetta pagamenti su internet, nel checkout o tramite link; il POS fisico alla cassa, con carta o smartphone. Alcuni fornitori offrono entrambi in un unico contratto.
Si possono evitare le commissioni sui pagamenti?
Sui pagamenti online no, ma puoi ridurle: scegli il modello tariffario adatto al tuo scontrino, offri metodi economici come l'addebito SEPA e proponi il bonifico anticipato per i grandi ordini B2B.
Fonti
- PayPal, tariffe per le aziende in Italia (ultimo aggiornamento 07.09.2026) – paypal.com/it/business/paypal-business-fees.
- Stripe, prezzi per l'Italia, tariffa standard – stripe.com/it/pricing.
- Mollie, prezzi per l'Italia – mollie.com/it/pricing.
- D.Lgs. 9 aprile 2003, n. 70, art. 7 «Informazioni generali obbligatorie» – normattiva.it.
- D.Lgs. 6 settembre 2005, n. 206 (Codice del consumo), art. 52 «Diritto di recesso» – normattiva.it.
- Direttiva (UE) 2015/2366 sui servizi di pagamento (PSD2), tra cui artt. 76 e 77 (rimborso degli addebiti diretti entro otto settimane) – eur-lex.europa.eu.
- EMV 3-D Secure – emvco.com.
- PCI Data Security Standard – pcisecuritystandards.org.
Verificato il 01.11.2026.
