Fattura elettronica per l'e-commerce: SdI, codice destinatario e bollo

  • 5 min di lettura
Indice
  1. Quando un negozio online cerca «codice destinatario»
  2. Come funziona lo SdI per la fattura elettronica?
  3. Codice destinatario: cosa scrivere per ogni cliente
  4. Quando va il bollo sulla fattura elettronica?
  5. Fattura elettronica a un cliente estero
  6. Entro quando va emessa la fattura?
  7. Gli errori più comuni
  8. La fattura elettronica direttamente dall'ordine
  9. Domande frequenti
  10. Fonti

Il codice destinatario è il campo della fattura elettronica che dice al Sistema di Interscambio (SdI) dove recapitare il file: un codice di 7 caratteri se il cliente ne ha uno, «0000000» con la PEC del cliente se ti ha dato la PEC, «0000000» e basta per un privato o un'azienda che non ti ha comunicato nulla, «XXXXXXX» per un cliente estero. Sulle fatture senza IVA oltre 77,47 € aggiungi il bollo da 2 €.

Per un negozio online sbagliare qui costa poco a volta ma molto in tutto: una fattura scartata dallo SdI per la legge non è mai stata emessa, un bollo dimenticato l'Agenzia delle Entrate lo aggiunge al conto del trimestre e, se non lo paghi, arrivano sanzione e interessi. Qui sotto trovi il percorso della fattura nello SdI, la regola per compilare il codice destinatario per ogni tipo di cliente e il calcolo del bollo con le scadenze.

Quando un negozio online cerca «codice destinatario»

Di solito succede al primo ordine con fattura: il cliente spunta «voglio la fattura» al checkout, scrive la partita IVA e lascia vuoto il campo del codice. Oppure è un privato che chiede la fattura per la garanzia. Le domande che seguono sono sempre le stesse: «quando il codice destinatario è 0000000?», «posso inviare la fattura senza codice?», «cosa succede se il codice è sbagliato?», «devo mettere il bollo?».

La domanda giusta però viene prima: a chi stai fatturando. Azienda italiana, privato o cliente estero cambiano il valore del campo, e per le vendite senza IVA (regime forfettario, operazioni esenti) cambia anche il conto del bollo.

Come funziona lo SdI per la fattura elettronica?

Lo SdI è il sistema dell'Agenzia delle Entrate che riceve ogni fattura elettronica, la controlla e la recapita al cliente. Tra soggetti residenti o stabiliti in Italia, dal 1° gennaio 2019 le fatture possono essere solo elettroniche, anche verso i consumatori finali. Il file è un XML nel formato FatturaPA; si trasmette allo SdI via PEC, servizi web o il portale gratuito «Fatture e Corrispettivi».

Lo SdI verifica i dati minimi dell'art. 21 DPR 633/1972, che partita IVA e codice fiscale esistano in Anagrafe tributaria, che il codice destinatario sia compilato e che imponibile, aliquota e IVA siano coerenti. I tempi vanno da pochi minuti a un massimo di 5 giorni. Poi manda a chi ha trasmesso una ricevuta:

Le ricevute dello SdI e cosa significano per chi vende
RicevutaCosa è successoCosa fai
ConsegnaFattura recapitata al codice o alla PEC del cliente; è emessaNiente
Impossibilità di recapitoFattura emessa, ma il canale non risponde o il codice è «0000000»: lo SdI la mette nell'area riservata del clienteAvvisi il cliente per email o telefono che la trova lì
ScartoUn controllo non è passato: la fattura non è mai stata emessaCorreggi e reinvii, con la stessa data e lo stesso numero ma un nuovo nome file
La FatturaPA va allo SdI via PEC; esiti: consegnata, mancata consegna nell'area riservata, scartata da correggere

Per il cliente la data che conta è un'altra: l'IVA è detraibile dalla consegna o, se c'è stata impossibilità di recapito, da quando apre la fattura nell'area riservata. Per questo, con una mancata consegna, l'avviso al cliente ti conviene anche commercialmente.

Codice destinatario: cosa scrivere per ogni cliente

Il campo «Codice destinatario» va sempre compilato: vuoto non passa i controlli dello SdI. Il valore dipende da cosa ti ha comunicato il cliente, secondo la guida dell'Agenzia delle Entrate.

Come compilare il codice destinatario
ClienteCodice destinatarioDove arriva la fattura
Azienda che ti ha dato il suo codiceIl codice alfanumerico di 7 caratteriAl suo software o intermediario
Azienda che ti ha dato la PEC0000000 e la PEC nel campo «PEC destinatario»Nella sua casella PEC
Azienda che non ti ha comunicato né codice né PEC0000000Nella sua area riservata dell'Agenzia
Privato (consumatore finale)0000000, con il suo codice fiscale tra i dati del clienteNella sua area riservata; tu gli dai una copia su carta o in PDF
Cliente esteroXXXXXXXNessun recapito tramite SdI: la fattura al cliente la mandi tu
Codice destinatario: azienda con codice 7 caratteri, con PEC 0000000 più PEC, privato 0000000, estero XXXXXXX

Al privato la copia va consegnata comunque, salvo che vi rinunci, ed è bene scriverci che è la copia della fattura elettronica trasmessa allo SdI. Al checkout quindi ti servono due campi in più solo per chi chiede fattura: partita IVA o codice fiscale, e codice destinatario o PEC. Se il cliente li lascia vuoti, «0000000» è un valore corretto, non un ripiego.

Quando va il bollo sulla fattura elettronica?

Quando la fattura è senza IVA e le righe senza IVA superano in totale 77,47 €. L'Agenzia considera soggette le righe con natura N2.1 e N2.2 (non soggette, tra cui il regime forfettario), N3.5 e N3.6 (non imponibili) e N4 (esenti). Il bollo è di 2 € a fattura e si assolve solo in modo virtuale: nel file XML il blocco «DatiBollo» con «BolloVirtuale» a «SI».

Bollo da 2 € solo sulle fatture senza IVA oltre 77,47 €; con IVA o sotto soglia niente bollo

Non paghi a fattura ma a trimestre. L'Agenzia mette nel portale «Fatture e Corrispettivi» l'elenco A (fatture dove hai indicato il bollo) e l'elenco B (fatture dove manca, ma secondo i suoi controlli è dovuto). L'elenco B puoi correggerlo entro la fine del mese dopo il trimestre; il 2° trimestre slitta al 10 settembre. Poi paghi con addebito sull'IBAN dal portale o con F24 (codici tributo da 2521 a 2524, uno per trimestre).

Scadenze di versamento del bollo sulle fatture elettroniche
TrimestrePagamento entroSi può rinviare
1° (gennaio–marzo)31 maggioAl 30 settembre se il dovuto non supera 5.000 €; al 30 novembre se 1° e 2° insieme non superano 5.000 €
2° (aprile–giugno)30 settembreAl 30 novembre se 1° e 2° insieme non superano 5.000 €
3° (luglio–settembre)30 novembreNo
4° (ottobre–dicembre)28 febbraio dell'anno dopoNo
Scadenze del bollo: 31 maggio, 30 settembre, 30 novembre e 28 febbraio per i quattro trimestri

Esempio con numeri di fantasia. Un negozio online in regime forfettario emette nel 1° trimestre 140 fatture, tutte con natura N2.2. Di queste, 100 superano 77,47 €. Il bollo dovuto è 100 × 2 = 200 €. Siccome 200 € non superano 5.000 €, il versamento del 1° trimestre può slittare al 30 settembre, e al 30 novembre se anche il 2° trimestre resta sotto la soglia insieme al primo. Le 40 fatture fino a 77,47 € non pagano bollo.

Per le vendite con IVA il bollo non c'entra; scorporo e aggiunta dell'IVA sui prezzi li fai con il calcolatore IVA.

Fattura elettronica a un cliente estero

Verso un cliente estero la fattura elettronica è facoltativa. Se la emetti comunque tramite SdI, nel codice destinatario scrivi «XXXXXXX» e per quella fattura non devi più comunicare i dati con l'esterometro. Se invece mandi solo un PDF, i dati dell'operazione vanno trasmessi con l'esterometro, salvo le operazioni con bolletta doganale.

  • Cliente con partita IVA UE. Nel blocco del cliente metti il codice del suo Paese e il suo numero IVA.
  • Privato estero. Compila solo l'identificativo, che lo SdI non controlla, e lascia vuoto il codice fiscale.
  • La fattura al cliente la mandi tu, per email o in PDF: con XXXXXXX lo SdI non ha un indirizzo a cui recapitarla.

Quale IVA applicare a un privato UE (italiana o del suo Paese, con OSS) è un'altra domanda: la scelta del codice destinatario non la cambia. Più dettagli sui dati obbligatori della fattura nel modello di fattura.

Entro quando va emessa la fattura?

Entro 12 giorni dall'operazione, che per i beni è di norma la consegna o la spedizione. La fattura differita, che riepiloga in un solo documento le cessioni dello stesso mese allo stesso cliente con documento di trasporto, va emessa entro il 15 del mese successivo. Lo dice l'art. 21, comma 4, DPR 633/1972.

Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che raccoglie le norme sull'IVA in un solo testo e cambia la numerazione: la fatturazione passa all'art. 72, le note di variazione all'art. 92, la fattura elettronica dell'art. 1 D.Lgs. 127/2015 all'art. 77. Nel testo che abbiamo confrontato i 12 giorni e il 15 del mese successivo restano uguali. Se nelle condizioni di vendita o nel gestionale citi gli articoli, aggiorna i riferimenti.

Gli errori più comuni

  • Codice destinatario lasciato vuoto. Il campo è obbligatorio: senza codice e senza PEC scrivi «0000000».
  • Codice fiscale o partita IVA inesistente. Lo SdI scarta la fattura: controlla i dati prima dell'invio, non dopo.
  • Fattura scartata dimenticata. Uno scarto significa fattura non emessa. Va corretta e reinviata, altrimenti per il fisco quella vendita non è fatturata.
  • Bollo omesso sulle fatture del forfettario. L'Agenzia lo trova da sola nell'elenco B; se non lo paghi, ti manda in PEC una comunicazione con imposta, sanzione ridotta e interessi.
  • Fattura accettata «corretta» a mano. Una fattura consegnata non si modifica e non si cancella: la correzione passa da una nota di credito.
  • Mancata consegna non comunicata. La fattura è emessa, ma finché il cliente non la vede nell'area riservata non può detrarre l'IVA.

La fattura elettronica direttamente dall'ordine

Se ordini, clienti e magazzino stanno già in un programma, la FatturaPA non è un passaggio a parte. In Elbuz colleghi una volta la tua azienda: partita IVA, regime fiscale (RF19 per il forfettario: tutte le righe vanno in N2.2), natura per le righe allo 0% e la casella PEC dell'azienda. Da lì la fattura nasce dall'ordine e parte verso lo SdI dalla tua PEC, senza intermediari: anche in automatico, quando registri la fattura.

Il codice destinatario lo prende dall'ordine o da quello usato l'ultima volta per lo stesso cliente; vuoto diventa «0000000», per un cliente estero «XXXXXXX» in automatico. Prima dell'invio Elbuz controlla il file sullo schema ufficiale FatturaPA e aggiunge il bollo virtuale da 2 € quando le righe senza IVA superano 77,47 €. Le ricevute SdI (consegna, mancata consegna, scarto) le legge ogni 10 minuti dalla stessa PEC e le mostra nel documento. Le fatture passive dei fornitori che arrivano in PEC diventano un carico merce. Come gli ordini arrivano nel programma lo vedi in gestione ordini.

Per chi è troppo: se emetti poche fatture al mese, ti basta il servizio gratuito del portale «Fatture e Corrispettivi» dell'Agenzia delle Entrate.

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Domande frequenti

Quando il codice destinatario è 0000000?

Quando fatturi a un privato o a un'azienda che non ti ha comunicato né codice né PEC, e quando il cliente ti ha dato la PEC: in quel caso scrivi 0000000 e la PEC nel campo «PEC destinatario».

Quanti caratteri ha il codice destinatario?

Sette caratteri alfanumerici. Se il cliente non ne ha uno, il campo si compila con 0000000.

Posso inviare una fattura elettronica senza codice destinatario?

No, il campo va sempre compilato. Se il cliente non ti ha dato codice né PEC, scrivi 0000000: lo SdI mette la fattura nella sua area riservata.

È possibile bloccare una fattura elettronica già inviata?

No. Se lo SdI l'ha scartata, non è mai stata emessa e la reinvii corretta. Se l'ha consegnata o messa nell'area riservata, è emessa: per correggerla o annullarla emetti una nota di credito.

Devo applicare il bollo di 2 euro alle fatture elettroniche?

Solo sulle fatture senza IVA (nature N2.1, N2.2, N3.5, N3.6, N4) quando quelle righe superano 77,47 €. Sulle fatture con IVA il bollo non va.

Devo pagare il bollo sulle fatture esenti art. 10 del DPR 633/72?

Sì, se superano 77,47 €: le operazioni esenti hanno natura N4, che è tra quelle soggette al bollo.

Come si paga il bollo delle fatture elettroniche?

A trimestre, con addebito sull'IBAN dal portale «Fatture e Corrispettivi» o con F24 (codici tributo 2521–2524). Le scadenze sono nella tabella sopra.

Fonti

  • Agenzia delle Entrate, guida «La fattura elettronica e i servizi gratuiti dell'Agenzia delle Entrate», dicembre 2025 (obbligo dal 2019, compilazione del codice destinatario, controlli SdI, tempi fino a 5 giorni, ricevute di scarto, consegna e impossibilità di recapito, detrazione per il cliente) – agenziaentrate.gov.it.
  • Agenzia delle Entrate, guida «L'imposta di bollo sulle fatture elettroniche», giugno 2026 (2 € a fattura, soglia 77,47 €, nature N2.1, N2.2, N3.5, N3.6, N4, elenchi A e B, scadenze, soglia 5.000 €, codici tributo 2521–2524) – agenziaentrate.gov.it.
  • Agenzia delle Entrate, FAQ «Compilazione della fattura elettronica» (bollo solo con le modalità dell'art. 6 DM 17 giugno 2014, blocco DatiBollo) – agenziaentrate.gov.it.
  • Agenzia delle Entrate, FAQ «Fatture verso i consumatori finali» (copia al consumatore, area riservata) – agenziaentrate.gov.it.
  • Agenzia delle Entrate, FAQ «Fatture verso e da soggetti stranieri» (fattura facoltativa, XXXXXXX, esterometro, identificativo del cliente estero) – agenziaentrate.gov.it.
  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21 (contenuto e termini di emissione della fattura) – normattiva.it.
  • D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, Testo unico IVA (art. 72 fatturazione, art. 77 fattura elettronica, art. 92 variazioni, art. 171 decorrenza dal 1° gennaio 2027) – normattiva.it.

Verificato il 1° novembre 2026.

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