DDT documento di trasporto: cos'è, quando serve e cosa deve contenere

  • 4 min di lettura
Indice
  1. Quando un negozio cerca «DDT documento di trasporto»
  2. Quando serve il DDT?
  3. DDT e fattura differita: come funziona
  4. Cosa deve contenere il DDT?
  5. Ordine spedito in più volte: un DDT per ogni spedizione
  6. Per quanto tempo si conserva il DDT?
  7. Gli errori più comuni
  8. Il DDT direttamente dall'ordine
  9. Domande frequenti
  10. Fonti

Il DDT (documento di trasporto) è il documento che prova la consegna o la spedizione di beni da un soggetto all'altro. Per legge deve riportare la data, i dati di chi cede, di chi riceve e dell'eventuale incaricato del trasporto, e la natura, la qualità e la quantità dei beni (art. 1, comma 3, DPR 472/1996). Serve soprattutto per emettere una fattura differita, entro il 15 del mese successivo, e per dimostrare che la merce uscita dal magazzino non è stata venduta.

Il DDT non è obbligatorio per ogni pacco: dal 1996 la vecchia bolla di accompagnamento non esiste più per la generalità delle merci. Diventa indispensabile quando vuoi fatturare dopo la consegna o quando mandi merce in conto deposito o in lavorazione. Qui sotto trovi quando ti serve, i dati da scrivere, un esempio con consegne parziali e per quanto tempo conservarlo.

Quando un negozio cerca «DDT documento di trasporto»

Di solito succede con il primo cliente all'ingrosso: un negozio o un'azienda che ordina più volte al mese e chiede «mandami la merce con il DDT e fattura a fine mese». Oppure il primo ordine grosso che parte in due spedizioni. Le domande che seguono sono sempre quelle: «il DDT è obbligatorio?», «cosa deve esserci scritto?», «chi lo firma?», «quanto tempo ho per fare la fattura?».

La domanda giusta è un'altra: vuoi fatturare subito o a fine mese? Se la fattura parte insieme alla merce, il DDT è facoltativo. Se fatturi dopo, è il DDT che giustifica la fattura differita.

Quando serve il DDT?

Serve in due casi: quando emetti una fattura differita e quando la merce esce senza essere venduta. Negli altri casi è uno strumento di lavoro utile, non un obbligo fiscale.

Quando il DDT ti serve davvero
SituazioneDDTPerché
Vendi a un'azienda e fatturi a fine meseServeLa fattura differita è ammessa solo se la consegna risulta da un DDT o da un documento equivalente
Mandi merce in conto deposito, in lavorazione o in comodatoServe, con la causaleSenza prova, la merce che manca dal magazzino si presume venduta
Vendi a un'azienda e la fattura immediata parte con la merceFacoltativoLa fattura documenta già la vendita
Vendi online a un privatoFacoltativoNon c'è fattura differita; resta utile come distinta di spedizione
Tabacchi, fiammiferi, prodotti soggetti ad acciseRegole proprieEsclusi dall'abolizione della bolla di accompagnamento
Il DDT accompagna la merce in vendita, in conto deposito e in conto lavorazione

Per la merce che non vendi la regola è nel DPR 441/1997: i beni acquistati che non trovi nei tuoi locali si presumono ceduti, a meno che tu provi di averli consegnati a terzi a titolo non traslativo. Il DDT con l'indicazione della causale (conto deposito, conto lavorazione, comodato) è una delle prove ammesse.

DDT e fattura differita: come funziona

Con il DDT puoi raggruppare tutte le consegne del mese allo stesso cliente in una sola fattura, da emettere entro il 15 del mese successivo (art. 21, comma 4, DPR 633/1972). La fattura deve riportare il dettaglio delle operazioni: in pratica richiami numero e data di ogni DDT del mese.

Tre DDT di marzo, del 3, del 12 e del 25, confluiscono in una fattura differita da emettere entro il 15 aprile

Esempio con numeri di fantasia. Un negozio online vende anche all'ingrosso a un rivenditore. A marzo spedisce tre volte: il 3, il 12 e il 25, ogni volta con un DDT. Invece di tre fatture ne emette una sola, entro il 15 aprile, con le righe dei tre DDT e i loro numeri e date. Se il 25 marzo il pacco fosse partito senza DDT, quella consegna andrebbe fatturata entro 12 giorni con una fattura a sé.

La fattura differita resta una fattura elettronica e passa dallo SdI come tutte le altre; il DDT invece non passa dallo SdI. Come compilare la fattura per ogni tipo di cliente lo trovi nella guida alla fattura elettronica per l'e-commerce.

Cosa deve contenere il DDT?

La legge chiede quattro gruppi di dati e non impone un modello: puoi usare un blocchetto, un PDF o il documento stampato dal gestionale.

I dati del documento di trasporto
DatoObbligatorioNota
DataSìIl giorno della consegna o della spedizione
Generalità del cedenteSìChi consegna: denominazione o nome, indirizzo, partita IVA
Generalità del cessionarioSìChi riceve; se la merce va a un altro indirizzo, indica anche il luogo di destinazione
Incaricato del trasportoSì, se c'èIl corriere o il vettore; se porti tu la merce, scrivi «mittente»
Natura, qualità e quantità dei beniSìDescrizione riconoscibile e quantità per riga
NumeroNella pratica, sìSenza numero la fattura differita non può richiamare il DDT
Causale del trasportoSe non è una venditaConto deposito, conto lavorazione, reso: serve come prova contro la presunzione di cessione
Colli, peso, aspetto esteriore, firmeNoUtili per il corriere e per contestare un ammanco alla consegna
Dati obbligatori del DDT: data, cedente, cessionario, incaricato del trasporto, natura, qualità e quantità

I prezzi sul DDT non sono obbligatori: molti li omettono perché il documento viaggia con la merce e lo vede anche il corriere. Se li metti, devono essere gli stessi della fattura.

Ordine spedito in più volte: un DDT per ogni spedizione

Ogni spedizione ha il suo DDT, con le quantità che partono davvero. Un ordine da 10 pezzi spedito in due volte ha due DDT, per esempio da 6 e da 4 pezzi, e la fattura differita li richiama entrambi.

Ordine da 10 pezzi spedito in due volte: DDT 1 con 6 di 10, DDT 2 con 4 di 10

L'errore tipico è un DDT con le quantità dell'ordine invece che della spedizione: sulla carta hai consegnato 10 pezzi, in magazzino ne sono usciti 6 e il cliente ne ha ricevuti 6. Quando poi arriva il secondo pacco, i conti non tornano né a te né a lui.

Per quanto tempo si conserva il DDT?

Il DDT si conserva come fatture e registri: l'art. 1, comma 3, DPR 472/1996 rinvia all'art. 39 DPR 633/1972, che a sua volta rinvia all'art. 22 DPR 600/1973. In sostanza va tenuto finché non sono definiti gli accertamenti sul periodo d'imposta a cui si riferisce. Conserva la tua copia e quella firmata dal cliente, se te la restituisce: è la prova della consegna anche in caso di contestazione commerciale.

Gli errori più comuni

  • Fattura differita senza DDT. Senza un documento che provi la consegna, la fattura va emessa entro 12 giorni, non entro il 15 del mese dopo.
  • DDT senza numero. Non è un requisito del DPR 472, ma la fattura differita deve poter richiamare ogni consegna: numera i DDT in ordine.
  • Causale mancante sulla merce non venduta. Un DDT di conto deposito senza causale non ti protegge dalla presunzione di vendita.
  • Quantità dell'ordine invece della spedizione. Nelle consegne parziali il DDT riporta quello che parte, non quello che è stato ordinato.
  • Merce in uscita non scaricata dal magazzino. Il DDT stampato a mano e non registrato lascia la giacenza sbagliata, e il sito continua a vendere merce che non c'è più.

Il DDT direttamente dall'ordine

Se ordini e magazzino stanno già in un programma, il DDT non va riscritto a mano. In Elbuz il tipo di documento «DDT (documento di trasporto)» si crea dall'ordine con le stesse righe e scarica la merce dal magazzino. Con l'opzione «Spedizioni parziali» nell'ordine vedi «spedito N di M»: ogni DDT indica cosa è partito e libera la riserva per quella quantità. Il documento si stampa con il modello di stampa del suo tipo, che puoi modificare. Come arrivano e si gestiscono gli ordini lo vedi in gestione ordini.

Per chi è troppo: se spedisci poche volte al mese, ti basta il modello gratuito, che ha anche la variante «Documento di trasporto (DDT)» con mittente, destinatario, righe e firme: l'incaricato del trasporto e la causale li scrivi nelle note.

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Domande frequenti

Il DDT è obbligatorio?

Non per ogni spedizione. Serve se emetti una fattura differita e se mandi merce in conto deposito, lavorazione o comodato; se la fattura immediata accompagna la merce, il DDT è facoltativo.

Che differenza c'è tra DDT e fattura?

Il DDT prova la consegna dei beni, la fattura documenta la vendita e l'IVA. Il DDT non passa dallo SdI e non sostituisce la fattura: permette solo di emetterla più tardi, entro il 15 del mese successivo.

Cosa deve contenere obbligatoriamente un DDT?

Data, generalità di cedente, cessionario ed eventuale incaricato del trasporto, e natura, qualità e quantità dei beni, secondo l'art. 1, comma 3, DPR 472/1996.

Il DDT deve essere numerato?

Il DPR 472/1996 non lo chiede espressamente, ma la fattura differita deve riportare il dettaglio delle consegne: per questo i DDT si numerano in ordine progressivo.

Sul DDT vanno indicati i prezzi?

No, i prezzi non sono tra i dati obbligatori. Se li indichi, devono coincidere con quelli della fattura.

Per quanto tempo si conserva il DDT?

Come le fatture: finché non sono definiti gli accertamenti sul periodo d'imposta, secondo l'art. 39 DPR 633/1972 e l'art. 22 DPR 600/1973.

Fonti

  • DPR 14 agosto 1996, n. 472, art. 1 (abolizione della bolla di accompagnamento con le eccezioni, contenuto del documento di trasporto, conservazione, prova contro le presunzioni dell'art. 53) – normattiva.it.
  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 21, comma 4 (fattura entro 12 giorni; fattura differita entro il 15 del mese successivo, con il dettaglio delle operazioni) – normattiva.it.
  • DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 39, comma 3 (conservazione dei documenti secondo l'art. 22 DPR 600/1973) – normattiva.it.
  • DPR 10 novembre 1997, n. 441, art. 1 (presunzione di cessione e prova con il documento di trasporto con la causale) – normattiva.it.

Verificato il 1° novembre 2026.

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