Se vendi online a privati di altri Paesi UE, finché le vendite a distanza verso l'estero UE restano entro 10.000 € l'anno (in totale, IVA esclusa) applichi l'IVA italiana; oltre, l'IVA del Paese del cliente, che versi in Italia con l'OSS, una dichiarazione trimestrale. L'Intrastat invece riguarda solo le operazioni con imprese UE, e l'esterometro solo le operazioni con l'estero che non passano dallo SdI come fattura elettronica.
Sono tre obblighi diversi che si confondono facilmente, e l'errore costa: IVA italiana su vendite che andavano tassate in Francia o in Germania, elenchi Intrastat compilati con le vendite ai privati, fatture dei fornitori esteri mai comunicate. Qui trovi la soglia con un esempio di calcolo, come funziona l'OSS con le scadenze, chi deve presentare l'Intrastat con le soglie in vigore nel 2026 e cosa resta dell'esterometro.
Quando un negozio online si pone queste domande
Di solito arrivano i primi ordini da Francia, Germania o Spagna, oppure un'azienda di un altro Paese UE chiede la fattura con la sua partita IVA. Le domande sono sempre le stesse: «devo applicare l'IVA del Paese del cliente?», «cos'è l'OSS e conviene aderire?», «devo presentare l'Intrastat anche se vendo a privati?», «l'esterometro esiste ancora?».
La prima cosa da chiarire è a chi vendi. Un privato UE e un'impresa UE con partita IVA seguono regole diverse: al privato si applica la soglia dei 10.000 € e l'OSS, all'impresa la fattura senza IVA e l'Intrastat. Se stai ancora aprendo l'attività, parti da come aprire un e-commerce con partita IVA.
Quando un privato UE paga l'IVA del suo Paese?
Quando le tue vendite a distanza verso privati di altri Paesi UE superano 10.000 € l'anno. La soglia è una sola per tutta l'UE, non per Paese, si conta al netto dell'IVA e comprende anche i servizi elettronici, di telecomunicazione e di radiodiffusione resi a privati UE. Lo dice l'art. 41, comma 1, lett. b) del DL 331/1993.
Si guarda prima l'anno precedente e poi quello in corso. Se l'anno scorso sei rimasto entro 10.000 €, applichi l'IVA italiana finché quest'anno non superi il limite; dal superamento in poi applichi l'IVA del Paese del cliente. Puoi anche scegliere l'IVA del Paese di destinazione già sotto soglia: l'opzione vale finché non la revochi e comunque per almeno due anni.
| Situazione | IVA in fattura | Dove la versi |
|---|---|---|
| Vendite UE entro 10.000 € (anno scorso e anno in corso) | Italiana | Nella liquidazione IVA italiana |
| Superi 10.000 € nell'anno | Del Paese del cliente | Con l'OSS, oppure con una partita IVA in ogni Paese |
| Hai optato per la tassazione a destinazione | Del Paese del cliente | Con l'OSS, oppure con una partita IVA in ogni Paese |

Esempio con numeri di fantasia. Nel 2025 un negozio ha venduto a privati in Francia per 6.000 € e in Germania per 3.000 €: in totale 9.000 €, sotto soglia. Nel 2026 parte quindi con l'IVA italiana. A fine aprile le vendite UE del 2026 arrivano a 9.800 €; a maggio un ordine da 400 € porta il totale a 10.200 €. Da quel momento, per tutto il resto del 2026 e per il 2027, le vendite a privati UE vanno con l'IVA del Paese del cliente.
Come funziona l'OSS per un negozio online?
L'OSS (One Stop Shop) è il regime che ti permette di versare in Italia, con una sola dichiarazione, l'IVA dovuta agli altri Paesi UE sulle vendite a distanza ai privati, senza aprire una partita IVA in ciascun Paese. È facoltativo: si sceglie con un'opzione presso l'Agenzia delle Entrate e si usa la partita IVA che hai già (art. 74-sexies DPR 633/1972).
- Dichiarazione trimestrale. Per ogni Paese indichi le vendite al netto dell'IVA, divise per aliquota, e l'IVA dovuta. Va presentata anche se nel trimestre non hai venduto niente all'estero.
- Versamento. L'IVA della dichiarazione si paga entro lo stesso termine della dichiarazione.
- Niente detrazione nell'OSS. L'IVA sugli acquisti italiani continui a detrarla nella liquidazione IVA italiana, non nella dichiarazione OSS.
- Documenti per 10 anni. La documentazione delle vendite OSS va conservata fino alla fine del decimo anno successivo, e va mostrata su richiesta anche alle autorità degli altri Paesi.
| Trimestre | Dichiarazione e versamento entro |
|---|---|
| 1° (gennaio–marzo) | 30 aprile |
| 2° (aprile–giugno) | 31 luglio |
| 3° (luglio–settembre) | 31 ottobre |
| 4° (ottobre–dicembre) | 31 gennaio dell'anno dopo |

Esempio con numeri di fantasia (aliquote comprese). Nel 3° trimestre il negozio dell'esempio vende a privati nel Paese A, con aliquota del 20%, per 4.000 € netti, e nel Paese B, con aliquota del 19%, per 2.500 € netti. Nella dichiarazione OSS scrive 4.000 € e 800 € di IVA per il Paese A, 2.500 € e 475 € per il Paese B: entro il 31 ottobre versa 1.275 €. Le aliquote vere di ciascun Paese le verifichi prima di fissare i prezzi; lo scorporo dell'IVA dal prezzo lordo lo fai con il calcolatore IVA.
Chi deve presentare l'Intrastat?
Chi ha partita IVA e fa operazioni con imprese di altri Paesi UE: vende beni o servizi a soggetti IVA UE, compra beni o servizi da fornitori UE. Le vendite ai privati, anche quando superano i 10.000 € e passano dall'OSS, negli elenchi Intrastat non vanno: gli elenchi riguardano le operazioni verso e da soggetti passivi IVA.
| Operazione | Quando si presenta | Natura dell'elenco |
|---|---|---|
| Vendite di beni a imprese UE | Trimestrale se in ciascuno dei 4 trimestri precedenti non hai superato 50.000 € a trimestre; altrimenti mensile | Fiscale |
| Acquisti di beni da fornitori UE | Mensile, solo se in almeno uno dei 4 trimestri precedenti hai superato 2.000.000 € a trimestre | Solo statistica |
| Vendite a privati UE | Mai | — |

La soglia degli acquisti è salita da 350.000 € a 2.000.000 € con la determinazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli n. 84415 del 3 febbraio 2026, a partire dai dati di gennaio 2026. Per un negozio piccolo o medio significa che, nella pratica, l'Intrastat acquisti di beni non c'è più. Anche i servizi resi e ricevuti con l'UE (per esempio la pubblicità comprata da una società con sede in un altro Paese UE) hanno i loro elenchi e le loro soglie, che si verificano a parte: superare una soglia non porta con sé le altre.
Se sei trimestrale e in un trimestre superi 50.000 € di vendite, passi al mensile dal mese successivo. Gli elenchi si inviano all'Agenzia delle Dogane entro il 25 del mese dopo il periodo, anche con le credenziali Entratel o Fisconline o tramite un intermediario.
Cosa resta dell'esterometro?
L'esterometro è la comunicazione dei dati delle operazioni con soggetti non stabiliti in Italia. Dal 1° luglio 2022 non è più un file a parte: si trasmette tramite lo SdI nel formato della fattura elettronica (art. 1, comma 3-bis, D.Lgs. 127/2015). E non serve per le operazioni che hanno già una fattura elettronica emessa o ricevuta, né per quelle con bolletta doganale.
- Vendite a clienti esteri. Se emetti la fattura elettronica con codice destinatario «XXXXXXX», l'esterometro per quella vendita è già fatto. Se mandi solo un PDF, i dati vanno trasmessi entro i termini di emissione della fattura.
- Acquisti da fornitori esteri. La fattura del fornitore UE o extra UE arriva in PDF, non dallo SdI: i dati li trasmetti tu entro il 15 del mese successivo a quello in cui hai ricevuto il documento o fatto l'operazione.
- Acquisti piccoli fuori campo IVA italiana. Non si comunicano gli acquisti non rilevanti in Italia (artt. da 7 a 7-octies DPR 633/1972) fino a 5.000 € per operazione.

Come si compila il codice destinatario per ogni tipo di cliente, compreso quello estero, è spiegato nella guida alla fattura elettronica per l'e-commerce.
Cosa cambia dal 1° gennaio 2027
Dal 1° gennaio 2027 si applica il Testo unico IVA (D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10), che raccoglie in un solo testo le norme sull'IVA e cambia la numerazione degli articoli. Su normattiva.it la versione dell'art. 41 DL 331/1993 con la soglia dei 10.000 € risulta in vigore fino al 31 dicembre 2026. Se nelle condizioni di vendita, nelle fatture o nel gestionale citi articoli del DPR 633/1972 o del DL 331/1993, fatti indicare dal tuo commercialista i nuovi riferimenti prima di gennaio.
Gli errori più comuni
- Contare la soglia per Paese. I 10.000 € sono la somma di tutte le vendite a privati UE, non il limite di ciascun Paese.
- Accorgersi tardi del superamento. Le vendite dopo il superamento con IVA italiana vanno corrette: tieni il totale UE dell'anno sotto controllo ogni mese.
- Mettere i privati UE nell'Intrastat. L'Intrastat è solo per le operazioni con soggetti IVA.
- Saltare la dichiarazione OSS vuota. Una volta aderito, la dichiarazione va presentata ogni trimestre, anche a zero.
- Dimenticare le fatture dei fornitori esteri. Quelle in PDF vanno comunicate entro il 15 del mese dopo.
Fatture per i clienti UE direttamente dall'ordine
Se ordini e clienti di più Paesi passano già da un unico programma, la parte che si può automatizzare è la fattura. In Elbuz la FatturaPA nasce dall'ordine e parte verso lo SdI dalla PEC della tua azienda: per un cliente estero il codice destinatario diventa «XXXXXXX» in automatico e nel blocco del cliente va il suo numero IVA dalla scheda, quindi per quella vendita l'esterometro non serve. Sulla riga dell'ordine indichi l'aliquota o la natura dell'operazione, per esempio N3.2 per la vendita non imponibile a un'impresa UE. Come arrivano gli ordini nel programma lo vedi in gestione ordini.
Cosa Elbuz non fa: gli elenchi Intrastat e la dichiarazione OSS non li compila né li invia. Quelli li prepari tu o il tuo commercialista partendo dalle fatture emesse.
Domande frequenti
Cos'è la dichiarazione Intrastat?
È l'elenco riepilogativo delle operazioni con imprese di altri Paesi UE: vendite e acquisti di beni e servizi. Si invia all'Agenzia delle Dogane entro il 25 del mese dopo il periodo.
Chi è esonerato dal modello Intrastat?
Chi non fa operazioni con soggetti IVA UE, per esempio chi vende solo a privati. Per gli acquisti di beni, dal 2026 è esonerato chi in tutti e quattro i trimestri precedenti è rimasto entro 2.000.000 € a trimestre.
Quali sono le nuove soglie Intrastat per il 2026?
Per gli acquisti di beni la soglia dell'elenco mensile è salita da 350.000 € a 2.000.000 € a trimestre, dai dati di gennaio 2026. Per le vendite di beni resta la soglia di 50.000 € a trimestre tra trimestrale e mensile.
Quali operazioni non vanno in Intrastat?
Le vendite a privati, anche di altri Paesi UE e anche quando dichiari l'IVA con l'OSS. Negli elenchi vanno solo le operazioni con soggetti passivi IVA.
Quando si paga l'IVA all'OSS?
Entro la fine del mese successivo al trimestre, lo stesso termine della dichiarazione: 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre e 31 gennaio.
Sotto i 10.000 € devo usare l'OSS?
No. Sotto soglia applichi l'IVA italiana e la versi come sempre. L'OSS serve quando superi la soglia o quando scegli di applicare l'IVA del Paese del cliente.
L'esterometro esiste ancora?
Sì, ma dal 1° luglio 2022 si trasmette tramite lo SdI come fattura elettronica. Se emetti la fattura elettronica al cliente estero con codice XXXXXXX, per quella vendita non devi fare altro.
Fonti
- DL 30 agosto 1993, n. 331, art. 41 (vendite a distanza intracomunitarie, soglia di 10.000 €, anno precedente e in corso, opzione per almeno due anni; versione in vigore fino al 31 dicembre 2026) – normattiva.it.
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 74-sexies (regime OSS per i soggetti stabiliti in Italia, contenuto della dichiarazione, niente detrazione nella dichiarazione OSS) – normattiva.it.
- DPR 26 ottobre 1972, n. 633, art. 74-quinquies, commi 6, 9 e 10 (dichiarazione trimestrale entro la fine del mese successivo anche senza operazioni, versamento nello stesso termine, conservazione per 10 anni) – normattiva.it.
- Agenzia delle Entrate, «Elenchi riepilogativi Intrastat»: Che cos'è (aggiornata il 4 febbraio 2026), Periodicità (soglia di 50.000 € a trimestre, passaggio al mensile), Come e quando (25 del mese successivo, Entratel e Fisconline), Normativa e prassi (determinazione ADM n. 84415 del 3 febbraio 2026) – agenziaentrate.gov.it.
- Istat, nota informativa «Import intra Ue», 20 marzo 2026 (soglia degli acquisti di beni da 350.000 € a 2.000.000 € a trimestre con la determinazione ADM n. 84415/2026, dai dati di gennaio 2026, natura solo statistica) – istat.it.
- D.Lgs. 5 agosto 2015, n. 127, art. 1, comma 3-bis (dati delle operazioni con l'estero via SdI dal 1° luglio 2022, esclusioni, termini per vendite e acquisti, soglia di 5.000 €) – normattiva.it.
- D.Lgs. 19 gennaio 2026, n. 10, Testo unico IVA (applicazione dal 1° gennaio 2027) – normattiva.it.
Verificato il 1° novembre 2026.
