Il dropshipping è un modo di vendere merce che non hai in magazzino. Pubblichi il prodotto di un fornitore nel tuo negozio online o su un marketplace, il cliente paga te e il fornitore spedisce il pacco direttamente al cliente. Il tuo guadagno è la differenza tra il tuo prezzo e quello del fornitore, meno commissioni, resi e pubblicità. Per iniziare ti servono una nicchia, un fornitore testato, un canale di vendita, la partita IVA e un budget per il primo mese.
Molti principianti passano settimane a cercare il «fornitore perfetto» e non fanno i conti: quanti soldi escono prima del primo guadagno e quanto può costare al massimo un ordine in pubblicità prima di andare in perdita. Qui sotto trovi come funziona un ordine, quanto ti resta in regime IVA ordinario e in forfettario, il budget del primo mese, sette passi con una verifica per ciascuno e la regola per capire se la tua nicchia funziona.
Quando si comincia a pensare al dropshipping
Di solito qualcuno vuole un'entrata in più o ha un'idea di prodotto, ma non ha soldi per la merce né un magazzino. Cerca «cos'è il dropshipping» e «come fare dropshipping», poi arrivano le domande: «Il dropshipping è legale in Italia?», «Serve la partita IVA?», «Quanto si guadagna?».
La domanda più utile è l'ultima. Il problema raramente è il fornitore: sono i conti. Il margine non copre pubblicità, commissioni e resi. Lo puoi verificare prima del primo ordine, per questo partiamo dai numeri.
Come funziona il dropshipping?
Verso il cliente il venditore sei tu; il fornitore è il tuo grossista, che invece di spedire a te spedisce direttamente al tuo cliente. Un ordine funziona così:
- Pubblichi il prodotto del fornitore al tuo prezzo.
- Il cliente acquista e paga a te il prezzo pieno.
- Passi l'ordine al fornitore e gli paghi il suo prezzo.
- Il fornitore imballa e spedisce al cliente, tu gli mandi il numero di tracking.
- Recesso, resi e reclami arrivano a te, perché il contratto di vendita è tra te e il cliente.
L'ultimo punto è decisivo. Il dropshipping in Italia è legale, ma non sposta la responsabilità sul fornitore: per tempi di consegna, rimborso e descrizione del prodotto verso il cliente rispondi tu.
Quanto si guadagna con il dropshipping per ordine?
Guadagno per ordine = tuo prezzo − prezzo del fornitore con spedizione − commissioni − resi per ordine − pubblicità per ordine. In Italia c'è anche l'IVA: quasi tutti i calcoli online la dimenticano, ma decide quanto ti resta. Il margine non è il guadagno.
Esempio illustrativo, non prezzi di mercato. Vendi un prodotto a 61 € IVA inclusa. Il fornitore ti fattura 30 € più IVA, spedizione al cliente compresa; commissioni del marketplace e del pagamento 5 € più IVA; un ordine su dieci torna indietro e ti costa 10 € (cioè 1 € per ordine); la pubblicità costa 8 € più IVA per ordine. In regime ordinario (IVA al 22 %) ragioni al netto: l'IVA sugli acquisti la detrai. In regime forfettario non addebiti l'IVA al cliente e tieni tutto il prezzo, ma paghi tutti i costi IVA inclusa.
| Voce | Regime ordinario, € | Regime forfettario, € |
|---|---|---|
| Tuo prezzo | 50,00 | 61,00 |
| Fornitore con spedizione | −30,00 | −36,60 |
| Commissioni | −5,00 | −6,10 |
| Resi | −1,00 | −1,22 |
| Pubblicità | −8,00 | −9,76 |
| Resta prima delle imposte sul reddito | 6,00 | 7,32 |
Di 20 € di margine (50 − 30) ne restano 6. È la risposta onesta a «quanto si guadagna con il dropshipping»: conviene se il margine copre tutto il resto, e il limite lo mette la pubblicità. In forfettario, a parità di prezzo finale, resta qualcosa di più, ma attenzione: l'imposta sostitutiva si calcola sui ricavi moltiplicati per il coefficiente di redditività, non sul guadagno effettivo dell'ordine (vedi il passo 3). I tuoi numeri li controlli con il calcolatore del margine.
Per chi va bene il dropshipping e qual è il problema
- Va bene per: testare una nicchia senza comprare merce; allargare l'assortimento di un negozio che già vende; prodotti ingombranti o acquistati di rado, che costa tenere in magazzino.
- Non va bene per: margini piccoli con molti resi (abbigliamento e scarpe in tante taglie); fornitori che consegnano più lentamente di quanto i tuoi clienti accettano; chi vuole controllare imballo e qualità di ogni pacco.
- Il problema: molti venditori offrono lo stesso prodotto dello stesso fornitore, si distinguono solo per prezzo e il margine si assottiglia. In più ci sono tempi di consegna che non controlli e resi che paghi tu.
Quanti soldi servono per iniziare il dropshipping?
La merce non la compri in anticipo, ma il primo mese richiede soldi per pubblicità, un canale di vendita, un ordine di prova e una riserva per i resi.
Esempio illustrativo, non prezzi di mercato. Un test di 30 ordini con 10 € di pubblicità per ordine, un piano del negozio da 40 € al mese, un ordine di prova a te stesso da 40 € e una riserva per tre resi da 10 € ciascuno.
| Voce | Calcolo | Importo, € |
|---|---|---|
| Pubblicità | 30 × 10 | 300 |
| Piano del negozio o del marketplace | 40 | |
| Ordine di prova | 40 | |
| Riserva per i resi | 3 × 10 | 30 |
| Totale | 410 |

A questo si aggiungono i costi di apertura dell'attività e del commercialista, se ti affidi a uno. «Iniziare senza soldi» quindi non è vero: la parte più grande del budget se la prende il test pubblicitario, ed è proprio lui a dirti se la nicchia regge.
Passo 1. Come scegliere la nicchia
Scegli una nicchia stretta, dove il prezzo copre pubblicità e commissioni e i resi sono rari. «Tutto e subito» all'inizio funziona peggio: non vedi cosa vende e non puoi fare pubblicità mirata.
- Domanda. I prodotti si cercano su Google e sui marketplace: lo vedi dal numero di recensioni e di venditori su Amazon ed eBay.
- Prezzo. La differenza tra prezzo del fornitore e prezzo di vendita è più grande di pubblicità e commissioni di un ordine.
- Resi. Abbigliamento e scarpe con tabelle taglie, prodotti fragili o da spiegare tornano indietro più spesso.
- Fornitori. Nella nicchia ci sono più fornitori che lavorano con i dropshipper, così non dipendi da uno solo.
- Stagionalità. Partire fuori stagione dà un risultato del test falsato.
Verifica: sai elencare 20–50 prodotti della nicchia e per ciascuno conosci il prezzo del fornitore e quello degli altri venditori.
Passo 2. Come trovare e verificare un fornitore
Ti serve un fornitore che spedisca anche un solo pezzo, ti dia un listino con le giacenze e lo aggiorni almeno ogni giorno. Prima di partire chiarisci:
- in che formato arriva il listino (link XML o CSV, file via email, area rivenditori, API) e ogni quanto si aggiornano le giacenze;
- il prezzo d'acquisto e se c'è un prezzo minimo di vendita;
- come trasmetti gli ordini, dopo quante ore parte il pacco e con quale corriere;
- se il pacco parte neutro, senza fattura né prezzi del fornitore;
- dove il cliente rimanda i resi, chi li paga e in quanto tempo il fornitore conferma che sono arrivati;
- se il fornitore emette regolare fattura con IVA e da quale Paese spedisce.
Verifica: un ordine di prova al tuo indirizzo è arrivato nei tempi, il prodotto corrisponde alla descrizione e l'imballo lo manderesti a un cliente senza pensarci. Dove cercare e la checklist completa: come trovare fornitori per il dropshipping. Se pensi ad AliExpress, leggi prima AliExpress dropshipping: con spedizioni da fuori UE si aggiungono tempi di consegna, dogana e IVA all'importazione.
Passo 3. Partita IVA, tasse e obblighi in Italia
Apri la partita IVA quando inizi a vendere con continuità e scrivi condizioni di spedizione e di recesso prima del primo ordine. Per chi fa dropshipping questi sono i punti che valgono da subito:
- Partita IVA. Chi inizia un'attività d'impresa deve presentare la dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate entro trenta giorni; il numero di partita IVA va indicato anche nella home page del sito (art. 35 DPR 633/1972, in vigore fino al 31 dicembre 2026; dal 1° gennaio 2027 l'articolo è abrogato e la materia passa al Testo unico IVA, D.Lgs. 10/2026). Vendere online è attività commerciale: le altre pratiche di apertura (Camera di commercio, posizione previdenziale) verificale con il commercialista o con la Camera di commercio.
- Regime forfettario. Puoi applicarlo se nell'anno precedente i ricavi non hanno superato 85.000 € (L. 190/2014, comma 54). Non addebiti l'IVA in fattura (comma 58). Il reddito si calcola applicando ai ricavi il coefficiente di redditività del tuo codice ATECO, e su di esso paghi un'imposta sostitutiva del 15 %, ridotta al 5 % per l'anno di inizio e i quattro successivi se rispetti le condizioni per le nuove attività (commi 64–65). Se nell'anno superi 100.000 € di ricavi, il forfettario cessa subito e l'IVA è dovuta dalle operazioni che fanno superare il limite (comma 71).
- Regime ordinario. Addebiti l'IVA, in generale al 22 % (art. 16 DPR 633/1972), e detrai quella sugli acquisti: è il calcolo della colonna «ordinario» nella tabella sopra.
- Diritto di recesso. Il consumatore che compra online può recedere entro quattordici giorni dal giorno in cui riceve i beni (art. 52 Codice del consumo). Rimborsi tutti i pagamenti, comprese le spese di consegna standard, entro quattordici giorni da quando sei informato del recesso (art. 56); puoi trattenere il rimborso finché non hai ricevuto i beni o il cliente non dimostra di averli rispediti (art. 56, comma 3). Il costo diretto della restituzione è del cliente solo se lo hai informato prima (art. 57). Nel dropshipping vuol dire: ti serve dal fornitore una conferma veloce del reso ricevuto.
Passo 4. Dove vendere per primo
Dove nella tua nicchia arrivano più in fretta i compratori, e in un solo canale finché gli ordini non girano senza intoppi.
| Canale | Sceglilo per primo se | A cosa fare attenzione |
|---|---|---|
| Marketplace: Amazon, eBay e marketplace italiani | I prodotti lì sono già cercati | Commissioni, regole delle inserzioni e una politica sul dropshipping propria di ogni marketplace: leggila prima della prima inserzione. Come calcolare le commissioni: vendere su eBay, vendere su Amazon; quali piattaforme ci sono: marketplace in Italia |
| Negozio tuo: WooCommerce, Shopify, PrestaShop, OpenCart | Hai budget pubblicitario e vuoi clienti tuoi senza commissioni del marketplace | Il traffico lo devi comprare o costruire con la SEO; condizioni di vendita, informativa sul recesso e privacy li prepari tu |
| Social: TikTok, Instagram, Facebook | Il prodotto si vende bene con foto e video | Gli ordini nei messaggi diretti si perdono facilmente |
Verifica: i primi prodotti sono online e sai quanto costa un ordine in pubblicità su quel canale.
Passo 5. Come riempire il catalogo con i prodotti del fornitore
Dal listino prendi nome, categoria, foto, caratteristiche, descrizione, prezzo e giacenza, e parti dalla parte di catalogo che vuoi promuovere, non da tutto il listino. Cento inserzioni curate vendono meglio di mille con le stesse foto del fornitore. Una descrizione tua è una delle poche cose che distinguono la tua offerta da quella degli altri dropshipper dello stesso fornitore.
Verifica: ogni inserzione ha prezzo di vendita, giacenza, più foto e una descrizione tua.
Passo 6. Come fissare i prezzi e aggiornare le giacenze
Calcola il prezzo di vendita dal prezzo del fornitore con un ricarico che copra pubblicità, commissioni e resi, e aggiorna il listino ogni giorno. I fornitori cambiano prezzi e giacenze di continuo: un negozio aggiornato una volta a settimana vende merce esaurita, e per di più al vecchio prezzo più basso. Come fissare il ricarico: dropshipping profit margin: formula and example (in inglese); come aggiornare ogni giorno senza lavoro manuale: dropshipping automation (in inglese).

Verifica: sai quando prezzi e giacenze sono stati aggiornati l'ultima volta e in nessun punto del negozio il prezzo è sotto il prezzo del fornitore più i costi.
Passo 7. Come gestire il primo ordine
Controlla la disponibilità, passa l'ordine al fornitore e fai in modo che il margine resti a te:
- Se oggi il listino non è stato aggiornato, chiedi la disponibilità al fornitore.
- Controlla che il pagamento sia arrivato.
- Manda al fornitore prodotto, quantità, nome, indirizzo e telefono del cliente come concordato e paga il prezzo del fornitore.
- Fatti dare il numero di tracking e giralo al cliente.
- Dopo la consegna e la scadenza del recesso il margine è tuo; annota ogni reso e chi l'ha pagato.

Come capire se la tua nicchia funziona
La nicchia funziona se il costo reale della pubblicità per ordine è sotto il valore a cui vai in pareggio. Questo limite lo calcoli prima di partire:
Se dopo 20–30 ordini di test la pubblicità ti costa 8 € per ordine, la nicchia guadagna e vale la pena crescere. A 16 € e oltre ogni vendita è in perdita: cambia prodotto, canale o annunci, non il fornitore.

Errori tipici all'inizio
Quasi tutti riguardano soldi che nessuno ha calcolato prima:
- Confondere guadagno e margine. Pubblicità, commissioni, resi e IVA vanno sottratti.
- Fornitore non testato. La prima lamentela per un difetto o un ritardo è una recensione tua, non del fornitore.
- Giacenze aggiornate a mano. Dopo pochi giorni il negozio mostra merce che non c'è più.
- Tutto il listino online in una volta. Mille prodotti senza descrizione vendono peggio di cento curati.
- Nessun accordo sui resi. Dove torna la merce e chi paga va chiarito prima del primo recesso.
- Vendere sotto il prezzo minimo. Se il fornitore lo fissa, violarlo può costarti l'accesso al listino.
Quando i listini dei fornitori non stanno più in un foglio di calcolo
Con un fornitore e qualche decina di prodotti basta un foglio di calcolo. Con due o tre fornitori e centinaia di prodotti l'aggiornamento quotidiano di prezzi e giacenze a mano non tiene il passo, e il negozio vende merce che non c'è.
Questa parte la fa Elbuz: carica i listini dei fornitori secondo una pianificazione via link, email, FTP o API in XLSX, CSV o XML (i cataloghi di fornitori per dropshipper come BigBuy e vidaXL arrivano via API), trasforma le righe in prodotti del catalogo, calcola i prezzi di vendita con le tue regole di prezzo, completa descrizioni e caratteristiche con l'AI e invia prezzi e giacenze al tuo negozio su WooCommerce, OpenCart o PrestaShop, a marketplace come Amazon ed eBay e al feed di Google Shopping. A chi non serve ancora: se parti con venti prodotti di un fornitore, caricali a mano e torna quando saranno centinaia.
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Domande frequenti
Il dropshipping è legale in Italia?
Sì. È normale commercio con spedizione affidata a un fornitore. Per te valgono gli obblighi di qualsiasi venditore: partita IVA, tasse, informazioni sul sito e diritto di recesso, vedi il passo 3.
Serve la partita IVA per fare dropshipping?
Sì, se vendi con continuità: la dichiarazione di inizio attività va presentata entro trenta giorni dall'inizio (art. 35 DPR 633/1972). Se i ricavi dell'anno precedente non superano 85.000 €, puoi scegliere il regime forfettario.
Quanto si guadagna con il dropshipping?
Quanto resta dopo fornitore, commissioni, resi, pubblicità e IVA. Nell'esempio sono 6 € su un ordine da 61 € in regime ordinario, prima delle imposte sul reddito.
Quanti soldi servono per iniziare il dropshipping?
Nell'esempio illustrativo 410 € per il primo mese, di cui 300 € di pubblicità per 30 ordini di test. A parte i costi di apertura dell'attività.
Qual è il problema del dropshipping?
Il margine è piccolo e se lo mangiano pubblicità, commissioni e resi, mentre tempi di consegna e qualità dipendono dal fornitore e la responsabilità resta a te. Prima di partire calcola il limite di pubblicità per ordine.
Cosa vendere in dropshipping?
Prodotti che si cercano, hanno un margine superiore a pubblicità e commissioni e tornano indietro di rado. Verificalo con il limite di pubblicità su 20–30 ordini di test, non con una lista di «prodotti migliori».
Fonti
- Art. 35 DPR 633/1972: dichiarazione di inizio attività entro trenta giorni, partita IVA nella home page del sito; testo in vigore fino al 31.12.2026, dal 01.01.2027 abrogato dal D.Lgs. 10/2026 (Testo unico IVA) – normattiva.it.
- Art. 16 DPR 633/1972: aliquota IVA ordinaria del 22 % – normattiva.it.
- L. 190/2014, art. 1, commi 54, 58, 64, 65, 71: regime forfettario, limite 85.000 €, niente rivalsa IVA, imposta sostitutiva 15 % e 5 % per le nuove attività, uscita oltre 100.000 € – normattiva.it.
- D.lgs. 206/2005 (Codice del consumo), art. 52: recesso entro quattordici giorni dal ricevimento dei beni – normattiva.it; art. 56: rimborso entro quattordici giorni, spese di consegna, trattenuta fino al ricevimento dei beni – normattiva.it; art. 57: costo diretto della restituzione – normattiva.it.
Verificato il 01.11.2026.
