Google Shopping: cos'è, come funziona e come configurarlo passo per passo

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Indice
  1. Quando un negozio cerca «google shopping»
  2. Cos'è Google Shopping e come funziona
  3. Cosa deve avere il sito prima di iniziare
  4. Come configurare Google Shopping: 9 passi
  5. Dividere i prodotti: custom_label, gruppi di prodotti e priorità
  6. Ogni quanto aggiornare il feed: il calcolo
  7. Campagna Shopping standard o Performance Max
  8. Perché Google Shopping non mostra i tuoi prodotti
  9. Quando conviene che il feed arrivi da solo dal catalogo
  10. Checklist Google Shopping
  11. Domande frequenti
  12. Fonti

Google Shopping è il servizio che mostra i tuoi prodotti su Google con foto, prezzo e nome del negozio al posto di un annuncio di testo. Funziona così: in Google Merchant Center inserisci i dati dell'attività, verifichi il sito, imposti spedizione e resi e carichi il feed prodotti; in Google Ads colleghi Merchant Center e crei una campagna «Shopping» o Performance Max. Le schede gratuite costano zero, gli annunci si pagano a clic.

Di solito a bloccare non è l'account, ma il feed: prezzi e disponibilità restano indietro rispetto al negozio e Google rifiuta i prodotti. Per questo, oltre ai passaggi, qui trovi un calcolo di quanti prodotti si discostano dal sito con un feed settimanale o giornaliero e una regola per scegliere tra campagna Shopping standard e Performance Max.

Quando un negozio cerca «google shopping»

Di solito il negozio ha già un sito e magari qualche annuncio sulla rete di ricerca, mentre i concorrenti compaiono sopra i risultati con foto e prezzo. Si cerca «google shopping» o «come funziona google shopping», si apre Merchant Center e ci si trova davanti una decina di sezioni. Le domande che seguono: «Perché i miei prodotti non compaiono su Google Shopping?», «Quanto costa Google Shopping?», «Google Shopping è gratis?»

L'errore a questo punto: partire dalla campagna in Google Ads. La campagna Shopping prende i prodotti da Merchant Center; senza un feed approvato non ha niente da mostrare. Prima Merchant Center e il feed, poi il budget.

Cos'è Google Shopping e come funziona

Non esiste un «account Google Shopping» a parte. C'è Merchant Center, a cui invii i prodotti, e ci sono due modi per mostrarli: gratis e a pagamento per clic. Google Shopping non vende niente: chi clicca finisce sulla pagina prodotto del tuo sito. Gli annunci Shopping vengono abbinati alle ricerche in base ai dati prodotto di Merchant Center, non alle parole chiave.

Il feed prodotti va in Merchant Center e da lì nelle schede gratuite e negli annunci a costo per clic
I pezzi di Google Shopping
PezzoCosa faA pagamento
Google Merchant Centerriceve i dati del negozio e dei prodotti e li controlla secondo le regole di Googleno
Schede gratuitemostrano i prodotti approvati nella scheda «Shopping» e in altri punti di Googleno
Campagna Shopping in Google Adsmostra gli stessi prodotti negli spazi pubblicitari: scheda «Shopping», Ricerca Google accanto ai risultati, Google Immagini e siti dei partner di ricercasì, a clic

L'Italia è tra i paesi del programma CSS (servizi di shopping comparativo): qui gli annunci Shopping passano attraverso uno o più CSS a tua scelta. Alcuni CSS gestiscono feed e campagne al posto tuo, altri ti lasciano gli strumenti per fare tutto da solo.

Cosa deve avere il sito prima di iniziare

Cinque cose senza le quali Merchant Center non approva il negozio, anche con un buon feed.

Cinque cose sul sito prima di Google Shopping: HTTPS, contatti e P.IVA, resi, spedizione, catalogo
  1. HTTPS e un percorso d'acquisto che funziona, dal carrello al pagamento.
  2. Contatti e dati dell'azienda: almeno un modo per contattarti (indirizzo, telefono, e-mail o modulo) visibile prima dell'ordine. In Italia un sito che vende online deve comunque mostrare in modo diretto e permanente ragione sociale, sede, recapiti con e-mail, numero di iscrizione al registro delle imprese o REA e partita IVA (art. 7 del D.Lgs. 70/2003).
  3. Resi: una pagina dedicata con condizioni, termine e modalità di reso.
  4. Spedizione: corrieri, costi e tempi che il cliente vede prima di pagare.
  5. Catalogo con prezzi in euro, disponibilità, foto e, dove esistono, codici a barre del produttore (GTIN).

Come configurare Google Shopping: 9 passi

Ogni passo finisce con una verifica: se non va a buon fine, il passo successivo non serve.

Passo 1. Account Merchant Center e dati dell'attività

Crea l'account su merchants.google.com con un account Google aziendale, non personale. Inserisci nome del negozio, paese, indirizzo e telefono esattamente come sul sito. Verifica: nome e recapiti dell'account coincidono con footer, pagina contatti e dati aziendali del sito.

Passo 2. Verificare e rivendicare il sito

La verifica dimostra che il sito è tuo; la rivendicazione lega l'indirizzo a questo account. Puoi verificare tramite la piattaforma del negozio, con un codice via e-mail, con un tag o un file HTML, tramite Google Tag Manager o Google Analytics. Un URL può essere rivendicato da un solo account. Verifica: nelle impostazioni il sito risulta verificato e rivendicato.

Passo 3. Spedizione e resi

Imposta costi e tempi di spedizione per l'Italia. Nelle norme sui resi indica il link alla pagina dei resi, il paese, il termine per il reso, la modalità di restituzione e i tempi di rimborso. Google esamina le norme e ne mostra lo stato: approvate, in attesa o rifiutate. Verifica: le impostazioni dell'account coincidono con il sito e le norme sui resi sono approvate.

Passo 4. Feed prodotti

Il feed è un file con tutti i prodotti. Per un negozio la cosa più comoda è un file XML a un indirizzo fisso, che Merchant Center scarica secondo una pianificazione. Attributi obbligatori secondo la specifica dei dati prodotto di Google:

Attributi obbligatori del feed Google Merchant Center
AttributoContenutoQuando è obbligatorio
ididentificatore unico del prodotto, fino a 50 caratteri, uguale da un aggiornamento all'altrosempre
titlenome del prodotto, fino a 150 caratterisempre
descriptiondescrizione, fino a 5.000 caratterisempre
link, image_linkindirizzi completi della pagina prodotto e dell'immagine principale, che iniziano con https://sempre
availabilityin_stock, out_of_stock, preorder o backorder; per gli ultimi due serve anche availability_datesempre
pricenumero con punto decimale e codice valuta ISO 4217, per esempio 149.00 EURsempre
brandmarca del produttoreper i prodotti nuovi, tranne film, libri e musica
gtincodice a barre del produttore (EAN)se il produttore l'ha assegnato
mpncodice articolo del produttoreper i prodotti nuovi senza GTIN
conditionnew, used o refurbishedper i prodotti usati e ricondizionati

Utili ma facoltativi: sale_price, product_type (la tua categoria come percorso completo, per esempio Casa > Cucina > Pentole) e custom_label_0…custom_label_4, etichette con cui dividi i prodotti tra le campagne (passo 9 e più sotto). Per i preordini controlla la data di disponibilità. Verifica: il file si apre al suo indirizzo nel browser, contiene tutti i prodotti e i prezzi non hanno punto delle migliaia, virgola né «€».

Passo 5. Il feed in Merchant Center

Aggiungi un'origine dati di tipo file, indica l'indirizzo del feed e la pianificazione del recupero. Se il file resta sempre allo stesso indirizzo, Merchant Center va a prendersi da solo la versione aggiornata. Il caricamento manuale basta per una prima prova, non per il lavoro di tutti i giorni. Verifica: l'origine dati mostra l'ultimo recupero riuscito e il numero di prodotti.

Passo 6. Problemi dei prodotti

Tutto ciò che Google non ha accettato finisce nell'elenco dei problemi di Merchant Center. Un prodotto rifiutato semplicemente non viene mostrato, il resto va avanti. Un problema a livello di account significa un avviso o la sospensione dell'intero negozio. Dopo la correzione richiedi una revisione: secondo la guida di Google i prodotti approvati possono comparire entro 24 ore, la revisione stessa può richiedere fino a 7 giorni lavorativi. Verifica: nessun problema a livello di account e conosci il motivo di ogni rifiuto.

Passo 7. Schede gratuite

Attiva le schede gratuite. Gli spazi sono meno che per gli annunci e l'ordine lo decide Google, ma è la prima prova del feed prima di spendere qualcosa. Verifica: il rapporto sul rendimento mostra impressioni e clic.

Passo 8. Collegamento a Google Ads e monitoraggio delle conversioni

In Merchant Center apri Impostazioni → Accesso e servizi → App e servizi → Aggiungi servizio → Google Ads. Se sei amministratore di entrambi gli account, il collegamento è immediato. Altrimenti invii una richiesta all'ID cliente dell'account Google Ads, e un amministratore la approva in Google Ads: Strumenti → Data Manager → Google Merchant Center → Gestisci e collega, scheda «Ricevute». Prima della campagna imposta il monitoraggio delle conversioni d'acquisto con il valore dell'ordine: senza, non vedi quali prodotti vende la pubblicità. Verifica: la conversione «Acquisto» è attiva e trasmette il valore.

Passo 9. Creare la campagna Shopping in Google Ads

  1. Fai clic su + → Nuova campagna, scegli l'obiettivo Vendite e il tipo di campagna Shopping (a questo punto puoi anche passare a Performance Max).
  2. Seleziona l'account Merchant Center. Dopo aver creato la campagna, l'account collegato non si può più cambiare.
  3. In Offerte scegli una strategia e imposta il budget giornaliero. Lascia la priorità della campagna sul valore predefinito finché lo stesso prodotto non sta in più campagne.
  4. In Località scegli l'Italia. In «Altre impostazioni → Reti» puoi togliere i partner di ricerca di Google.
  5. Dai un nome al gruppo di annunci; con CPC manuale inserisci l'offerta per gruppo di annunci. In Gruppo di prodotti puoi limitare i prodotti, per esempio a una marca o a un'etichetta custom_label_0.
  6. Fai clic su Avanti e poi su Pubblica campagna; dopo controlla con lo strumento di anteprima e diagnosi degli annunci che gli annunci vengano pubblicati.

Quanto puoi pagare per clic e quale ROAS target inserire nella strategia si calcola dal tuo margine: ROAS: formula, pareggio e budget Google Ads.

Dividere i prodotti: custom_label, gruppi di prodotti e priorità

Una sola campagna per tutto il catalogo vuol dire un budget e una strategia per prodotti con margini del tutto diversi. Dividi i prodotti con le etichette nel feed e usa la priorità solo se lo stesso prodotto sta di proposito in più campagne.

  • Etichette custom_label_0…custom_label_4: cinque campi che vedi solo tu. Un valore ha fino a 100 caratteri, un attributo fino a 1.000 valori diversi. Divisioni tipiche: fascia di margine, stagione, fascia di prezzo, più venduti.
  • I gruppi di prodotti della campagna dividono i prodotti per marca, categoria (product_type), condizione o etichetta, con un'offerta propria per ogni gruppo.
  • La priorità della campagna (bassa, media, alta) conta quando lo stesso prodotto è in più campagne Shopping per lo stesso paese. Vince l'offerta della campagna con priorità più alta, anche se l'offerta della campagna meno prioritaria è più alta. Se il budget della campagna più prioritaria è esaurito, Google usa l'offerta della campagna con priorità inferiore.
Esempio: un negozio diviso in campagne Shopping
CampagnaQuali prodottiPrioritàPerché
Margine altocustom_label_0 = «margine alto»bassaROAS target più morbido: con un margine alto puoi pagare di più per ordine
Margine bassocustom_label_0 = «margine basso»bassaobiettivo più severo, perché la pubblicità non si mangi il margine
Promozionecustom_label_1 = «promo»altapiccolo budget dedicato per la durata della promozione; finito quello, subentra la campagna con priorità più bassa

Qui ogni prodotto sta in una campagna «margine», e i prodotti in promozione anche in quella con priorità alta. La fascia di margine per l'etichetta la calcoli con il calcolatore del margine.

Ogni quanto aggiornare il feed: il calcolo

Aggiorna il feed con la stessa frequenza con cui cambiano prezzi e disponibilità nel negozio; per un negozio che vive dei listini dei fornitori, almeno una volta al giorno. Il minimo formale di Google è un altro: i prodotti in Merchant Center scadono 30 giorni dopo l'ultimo aggiornamento. Ma i rifiuti per prezzo non corrispondente arrivano molto prima.

Esempio ipotetico per il calcolo, non sono dati di mercato. Il catalogo ha 1.000 prodotti e ogni giorno lavorativo (6 giorni a settimana) i fornitori cambiano prezzo o disponibilità del 3 % di essi, cioè 30 prodotti.

Quanti prodotti del feed si discostano dal negozio (valori ipotetici)
Pianificazione del feedCalcoloProdotti non allineati prima dell'aggiornamento successivo
Settimanale30 × 6 giorni di modifichefino a 180 su 1.000 (18 %)
Giornaliera30 × 1 giornofino a 30 su 1.000 (3 %)
Feed settimanale: fino a 180 prodotti su 1.000 diversi dal negozio; feed giornaliero: fino a 30 su 1.000

«Fino a», perché alcuni prodotti cambiano due volte e allora le differenze sono meno. Il limite superiore resta comunque sei volte più basso con un feed giornaliero. Ognuno di quei prodotti è un rifiuto per prezzo non corrispondente oppure un clic pagato su un articolo che non c'è più. Sostituisci con la tua quota di modifiche: la vedi dal numero di righe del listino fornitore che cambiano tra un recupero e l'altro.

Campagna Shopping standard o Performance Max

Scegli la campagna Shopping standard se vuoi vedere i termini di ricerca e gestire le offerte per gruppo di prodotti. Scegli Performance Max se il monitoraggio delle conversioni funziona già e vuoi lasciare offerte e posizionamenti all'automazione di Google.

Shopping: le offerte le gestisci tu. Performance Max: le imposta Google, annunci su Ricerca, video, Gmail e Maps
Campagna Shopping standard e Performance Max a confronto
CriterioShopping standardPerformance Max
Dove comparescheda «Shopping», Ricerca Google, Google Immagini, partner di ricercatutti i canali Google Ads: Ricerca, YouTube, Rete Display, Discover, Gmail, Maps
OfferteCPC manuale o strategie automaticheautomatiche su conversioni o valore di conversione, a scelta con ROAS target o CPA target
Cosa serve oltre al feedniente di obbligatorioobiettivi di conversione; meglio anche testi, immagini e video

Se entrambe le campagne possono mostrare lo stesso prodotto, Google Ads sceglie quella con il ranking dell'annuncio più alto.

Perché Google Shopping non mostra i tuoi prodotti

  • Prezzo nel feed diverso da quello del negozio. Il feed gira meno spesso di quanto cambino i prezzi: vedi il calcolo sopra.
  • Prodotto esaurito, ma in_stock nel feed. Oppure la disponibilità è scritta con parole fuori dall'elenco di Google, tipo «su ordinazione».
  • Preordine senza data. preorder e backorder richiedono availability_date.
  • Link relativi alle immagini o alle pagine invece di indirizzi completi con https://.
  • Né GTIN né MPN, anche se il prodotto li ha. Inserisci il vero EAN del produttore, non un codice inventato.
  • L'id cambia da un invio all'altro: per Google è un prodotto nuovo, la cui cronologia riparte da zero.
  • Campagna ferma per mancato collegamento, oppure gruppi di prodotti limitati a una selezione vuota.

Quando conviene che il feed arrivi da solo dal catalogo

Quando hai centinaia di prodotti e prezzi e disponibilità arrivano ogni giorno dai fornitori: allora un feed esportato a mano perde nel calcolo qui sopra. Se il tuo catalogo è in Elbuz, il feed Google Merchant si genera dallo stesso catalogo in cui arrivano i listini dei fornitori, secondo una pianificazione e a un indirizzo fisso che inserisci una sola volta al passo 5. I tuoi stati di disponibilità vengono tradotti nei valori di Google, i preordini ricevono una data di disponibilità, il percorso della categoria va in product_type e la regola di stop tiene il feed lontano da Google se il catalogo si restringe all'improvviso. Nel modello del feed puoi anche compilare custom_label_0 da qualsiasi campo del catalogo, per esempio la fascia di margine.

Come funziona lo trovi nella pagina creare un feed Google Shopping. La campagna invece non si gestisce in Elbuz: offerte, budget e termini di ricerca restano in Google Ads. A chi non serve: se hai qualche decina di prodotti e i prezzi cambiano una volta al mese, bastano il modulo della tua piattaforma e-commerce o un foglio Google come origine dati.

Feed Google Merchant con ElbuzPrezzi e disponibilità dal catalogo secondo pianificazione, 14 giorni gratis

Checklist Google Shopping

Dall'account vuoto alle prime impressioni

Domande frequenti

Cos'è Google Shopping?

Annunci e schede gratuite per i prodotti del feed di Merchant Center: Google li abbina alle ricerche in base ai dati prodotto, non alle parole chiave, e li mostra con foto, prezzo e nome del negozio. Per gli annunci paghi a clic.

Come funziona Google Shopping?

Invii i prodotti a Merchant Center con un feed, Google li controlla e mostra quelli approvati nella scheda Shopping e nella Ricerca. Chi clicca arriva sulla pagina prodotto del tuo sito e compra lì; i passaggi dettagliati sono più sopra.

Google Shopping è gratis?

In parte: Merchant Center e le schede gratuite non costano nulla. Gli annunci Shopping si pagano a clic; il prezzo del clic lo decide un'asta e il budget lo imposti tu. Quanto puoi spendere si calcola dal margine nell'articolo sul ROAS.

Perché i miei prodotti non compaiono su Google Shopping?

Il più delle volte sono rifiutati: prezzo o disponibilità nel feed diversi dal negozio, GTIN e MPN mancanti o link relativi alle immagini. L'elenco dei problemi di Merchant Center dà il motivo per ogni prodotto.

Quanto ci vuole perché Google Shopping funzioni?

Dopo una richiesta di revisione i prodotti approvati possono comparire entro 24 ore secondo Google; la revisione stessa può richiedere fino a 7 giorni lavorativi. Metti in conto la prima settimana per sistemare il feed.

Ogni quanto aggiornare il feed Google Merchant?

Almeno con la stessa frequenza con cui cambiano prezzi e disponibilità, cioè ogni giorno per la maggior parte dei negozi. Senza aggiornamento i prodotti scadono dopo 30 giorni, ma le differenze con il negozio fanno danni molto prima.

Fonti

Verificato il 02.11.2026.

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